lunedì 24 novembre 2008

Vita e Morte

Si librò nell'aria con un gesto leggero fatto di vento ,

Incastrato nel magma infuocato, di un primordiale istinto

Indignato e distrutto, la lasciai volare

Senza poter sperare

Come un naufrago notturno in mare aperto

Senza mappe armato di istinto

La morte non mi ha vinto

Mi ha seguito.

Perseguitato.

Quest'ultimo istante ,

di un tempo a brandelli

È per lei , la vita .

E tu, morte

Sei solo una scialuppa ,

Tra una vita e un'altra.

Rinasco, sempre, ogni giorno

Un'altra volta .


mercoledì 19 novembre 2008

Statista, di bassa statura

Manipoli le nostre leggi .

impunemente ti proteggi ,

Tu alimenti questa subdola dittatura

Pensare non è illegale

Solo una moda banale.

venerdì 24 ottobre 2008

Esercizi di delirio insensato

Ci sono momenti in cui si deve abbandonare il senso, seguire i pensieri nella loro purezza fatta di follia, in quel libo dimenticato di unicità tra mente e cuore dove si forma l'essere. Non ci sono confini o scissioni, un'amalgama caotica da cavalcare o un uragano da cui farsi travolgere. Oltre un certo limite , c'è l'incomprensione,la non traducibilità in linguaggio, si aggira l'ostacolo con immagini o descrizioni. Gli artisti eletti toccano queste sfere di intraducibili emozioni, in una regione di esistenza fatta di unicità e non dualismi separazioni. Una mente al galoppo che va oltre non consoce, priva di categoria per interpretare la realtà. La creazione si genera da nulla, il non essere che diventa essere, l'impossibilità della conoscenza, fatta di abbandono dei sensi e morte che va oltre e si trasmuta in essere, Non posso creare perché sono non essere, vuoto e svuotato aridi di stimoli, afflitto da un amente complicata e intricata su stessa misciata da inutili paure, come catene di acciaio. Sono non essere esistente. Chiusi

martedì 21 ottobre 2008

Sono in una condizione particolarmente strana, percepisco l'assenza da me stesso, è come se mi stessi sdoppiando in più parti che si guardano fra loro, vedo la vita scorrere come se non fossi io a viverla e nonostante cerchio di oppormi all'incontrollato scorrere sento una malvagia inerzia che mi imprigiona. Prigioniero della mia stessa vita che non riesco a vivere. Le cose mi succedono ma non a me ad un mio alterego.

E' come se avessi una follia repressa che deve scatenarsi, ma non scateno per paura o pudore, ma non lo so, non mi vivo, mi perdo, e non sento la mia mancanza, come se non mi fossi mai conosciuto.


 

lunedì 13 ottobre 2008

Sogni

Sogno di un altro sogno,
vita tra la vita, 
vago  tra le esistenze,
fili di emozioni, 
strade di oceani. 
Correnti.
 

venerdì 26 settembre 2008

Tema libero

Ho i pensieri sparsi , in un caos intimo, un'entropia psichica, che urla così tanta libertà da voler uscire dai meccanismi del pensiero sensato. Mi voglio liberare dalla logica schiacciante del pensare, dalle parole e dai loro significati. Sono in continua ricerca di una dimensione diversa, altra rispetto alla realtà. Un sogno dentro un sogno, dentro un altro sogno, fino a perdere la consapevolezza di esistere, in modo definito, fino a percepire la vita oltre il tempo, oltre lo spazio.

Non mi va di spiegare. Cerco quel legame intimo e profondo con un'esistenza che va al di là della presenza in luogo, cerco il meccanismo per creare nuove realtà. Non è fuga, è creazione, è scoperta, è esplorazione di mondi impossibili, non percepibili, se non in una folle e lucida perdita degli schemi. Cerco il senso evocativo delle immagini oltre le parole, un dialogo fra me e le mie innumerevoli esistenze prive di tempo e regole, esistenze contemporanee, diverse in ogni singolo istante, come se la vita , fosse un battito, diverso ed irripetibile .

martedì 23 settembre 2008

CAI CAI

Non può funzionare, una compagnia che si chiama CAI, il destino è nel nome, ricorda il guaito di un cane, magari ha anche un piano industriale ottimo, ma sicuramente non lo è il piano di marketing. Salireste mai su un aereo che ha sulle ali l'onomatopea del guaito piangente di un cane? No non si può, inoltre CAI è l'acronimo di "Cado anche io", e su un aereo non ci sta bene. In questo Alitalia aveva più appeal. Certo gli inglesi ci battono, non si può competere con il suono evocativo di British Airways, già solo quando lo pronunci ti senti sicuro, ti senti in volo. Decolli. Se dici CAI, sembra che ti abbiano pestato un piede.
Chissà con un nome diverso avrebbe funzionato, magari avrebbe avuto più fortuna.