lunedì 7 febbraio 2022

La cultura dell’accettazione

 


La riscoperta di Ernst Bloch mi ha obbligato a notare come frasi apparentemente banali e finalizzate ad un nostro presunto benessere piscologico siano invece pericolosamente liberticide. Siamo circondati da messaggi di accettazione: accettare i propri limiti, accettare me steso per quello che sono, accettare i miei difetti, accettare la diversità, accettare la mia vita così com’è, accettare tutto… Dobbiamo accettare? Ernst Bloch notava che la condizione umana è quella di non accettare lo stato delle cose, di essere permeato da un profondo senso di insoddisfazione: una totale non accettazione del presente.

Bloch, però, in questo non vedeva, come la maggior parte di noi, una causa di frustrazione o infelicità, bensì vedeva in questo stato di perenne insoddisfazione un terreno fertile per sognare ed immaginare un mondo nuovo. La non accettazione di uno stato di cose, come motore del cambiamento. Inseguire sogni ed utopie per migliorare continuamente. Non siamo obbligati ad accettare la nostra povertà come condizione ineliminabile del nostro vivere, non siamo obbligati ad accettare che i 4/5 della ricchezza mondiale siano in mano a pochi oligarchi, non siamo obbligati a pensare che sia necessario consumare e guadagnare di più, sempre di più per sopravvivere, non siamo obbligati a pensare che il mondo debba per forza basarsi su un sistema capitalistico incapace di distribuire ricchezza e incapace di  gestire risorse, non siamo obbligati ad essere bulimici. Siamo obbligati a pensare, siamo obbligati a pensare ed immaginare un mondo migliore. Non dobbiamo accettare, ma trasformare il mondo.

 

mercoledì 1 aprile 2020


PROBLEMA GIUSTO. SOLUZIONE SBAGLIATA
Problema Giusto. Soluzione Sbagliata. Questa è la dicotomia della recente storia della disintegrazione europea. L’Unione Europea (prima CECA, poi CEE, ecc..), nasce dalle macerie di un’Europa, devastata da due guerre mondiali e con le cicatrici di guerre infinite, conflitti e rivalità che l’hanno torturata per secoli. Nel secondo dopoguerra, bisognava ripartire, la politica, anzi la Politica, sognava di cambiare il mondo, immaginava di costruire un mondo basato su un sistema valoriale. La Politica, sapeva sognare e sognava gli Stati Uniti di Europa. Questa era la missione. Da dove partire? Integrazione delle politiche, con rinuncia parziale e progressiva di sovranità per arrivare ad uno Stato Federale Europeo. I più audaci nel dopoguerra, non volevano un’integrazione progressiva, ma uno stato federale da subito: Altiero Spinelli e il movimento federalista europeo. Mai come oggi è evidente agli analisti, agli esperti e ai populisti quanto l’Europa sia in difficoltà, quanto sia sull’orlo della distruzione, quanto sia cattiva questa Europa che ci abbandona nei momenti difficili, che ci impedisce di crescere e impedisce ai governi di governare.
L’Europa è una tecnocrazia burocratizzata, dove i governi agiscono e decidono senza un controllo vero dei parlamenti. L’Europa è un’idea così evoluta che riesce ad essere contemporaneamente l’organizzazione Sovranazionale più democratica del mondo e quella più dittatoriale, infatti è l’unica Organizzazione Sovranazionale ad avere un Parlamento eletto dai cittadini (l’assemblea dell’ONU è nominata dai governi), ma è l’unico Parlamento al mondo i cui membri non hanno potere legislativo e non hanno controllo sui governi.
L’Europa è fatta dai governi, governi di Stati –Nazione. Lo Stato-Nazione è il modello che ha collezionato più fallimenti nella storia. Gli Stati –Nazione, sono stati protagonisti di guerre incessanti, di cui due mondiali. Gli Stati-Nazione, non hanno la forza di governare lo sviluppo della globalizzazione e l’internazionalizzazione dell’economia, non possono governare internet. In un mondo dove i confini sono superati con un click, lo Stato –Nazione cerca di chiudersi e resistere, per poi essere invaso subdolamente da merci e capitali che sono cosmopoliti per definizione.
Chi ha fallito? L’Europa Unita? No, l’Europa Unita è un’idea. Hanno fallito di nuovo gli Stati-Nazione che non hanno saputo evolversi e unirsi. Hanno fallito i governi fatti di politici e non di Politici. Abbiamo fallito noi, cittadini, perché continuiamo a combattere nemici che non esistono. L’Europa Matrigna che ci vessa, è un’arma di distrazione (si distrazione) di massa. L’Europa è fatta dai governi, governi nazionali che trattano a tutela dei loro interessi, sono loro ad aver fallito non l’Unione Europea, sono i governi che fanno fallire l’Europa. L’Europa è comoda, ogni governo può dare colpa all’Europa per le scelte impopolari, giuste o sbagliate che siano. Non dobbiamo temere l’Europa, ma la sua distruzione, dobbiamo aver timore di chi accusa l’Europa, di chi svilisce l’idea di Europa Unita, dobbiamo aver paura di noi. Noi che non lottiamo per un’Europa Unita, fatta di cittadini. Dobbiamo aver paura di noi, pronti a distruggere l’unica cosa che ha garantito oltre 70 anni di pace tra le nazioni Europee. Dobbiamo temere la nostra incapacità di sognare un mondo nuovo, dobbiamo temere il nostro egoismo miope che ci fa odiare chi è diverso. L’Europa non sa rispondere alle nostre esigenze, neanche ora che siamo in emergenza: Problema Giusto. Lottiamo per creare un’Europa Unita, gli Stati Uniti di Europa per un’Europa che non sia ostaggio degli interessi dei governi, ma che sia espressione democratica dei cittadini: Soluzione giusta.
Non abbiamo più il coraggio di sognare e di immaginare che futuro vogliamo, vogliamo tutto subito, non sappiamo più lottare per delle idee. Non abbiamo il coraggio di essere utopisti, eppure il suffragio universale è stata un’utopia per secoli. Ora è scontato. Non è scontato che ci sarà per sempre, così come non è scontato che non vi saranno altre tragedie o guerre in Europa. Nulla è scontato, per questo non abbiamo il lusso di poter smettere di lottare per un’idea di Europa Unita.

venerdì 19 agosto 2011

martedì 9 agosto 2011

Trame

Tre amanti
Tremanti
Tre mani tra le mani

Poesia e antipoesia

Poesia

I tremuli tramonti

Antipoesia

Tra i monti tre muli

giovedì 14 aprile 2011

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domenica 13 febbraio 2011

vita e morte

Si librò nell'aria con un gesto leggero fatto di vento ,


Incastrato nel magma infuocato, di un primordiale istinto


Indignato e distrutto, la lasciai volare


Senza poter sperare


Come un naufrago notturno in mare aperto


Senza mappe armato di istinto


La morte non mi ha vinto


Mi ha seguito.


Perseguitato.


Quest'ultimo istante ,


di un tempo a brandelli


È per lei , la vita .


E tu, morte


Sei solo una scialuppa ,


Tra una vita e un'altra.


Rinasco, sempre, ogni giorno


Un'altra volta .



.
Versi persi,

di una pigra poesia.

Poesia fuggita via.

Versi diversi

Mai nati

Sognati , cercati,

Soffocati.

Un’anima a brandelli

Straziata da oscuri ribelli

Poesia vorace,

Di un ‘anima rapace.

Poesia ferita,

Sparita.

Versi di sangue versato

Di un mondo tormentato

Senza amore

Poesia che corrode

mi mangia le parole.

Mi rimane un ‘emozione,

Intensa.

Rimangono i resti

Di un’anima esplosa,

Il ricordo di una notte piovosa.

Un amore andato

Un sogno tramontato

sacra follia

Poesia intrecciata di follia,
Ho le mani affogate di sangue.
Ho scavato così a fondo
Da consumarmi l’anima.
L’ho stracciata e strappata,
Perché non avesse il tuo odore.
L’ho cacciata per non ricordare.
Ora sono fango e melma.
Rinasco e mi intreccio in altre vite.
Il mi sangue esplora nuove vie
Copre altre ferite.
Mai viste.
L’amore si lega al sangue
Scorre e consuma,
Scorre e nutre.
Sono grato alla mia follia
Che mi rende grato di soffrire,
Di viaggiare in pieghe sconosciute,
Di anime distrutte,
Di anime mai sole,
Anime che si cercano
Nessuno ha un anima
Abbiamo tutti un pezzo della stessa.


.

metempsicosi

Mi sento libero qui, lontano dalla cecità

Il mio cuore disperso fra le nuvole vola con gli angeli

Voglio perdermi qui.

Sono tornato a questo mondo,

Rinato mille volte

Mai stanco della vita

Una vita eterna che assaporo e mai mi sazia

Ho attraversato mille universi,

Milioni di visi,

Navigato in tempeste impetuose

Emozioni oscure,

Dolci amori

Ed ora ricomincio.

Sento le altre vite in questa vita confluire,

Fiumi che si sciolgono nel mare.

Mi stupisce sempre il mondo da quassù

Ora eccolo,

tocco terra.

Inizio a viaggiare
.

sentieri

Posso bruciare e consumarmi
Posso bruciare e godere
Amo i sentieri intrecciati di emozioni
I grovigli di anime turbate
Amo l'alternarsi di luce ed oscurità
quest'anima mi travolgerà
Andrò ovunque andrà

mercoledì 2 febbraio 2011

L'infinto di Leopardi modificato per Silvio B.

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,

e questa serpe, che da dentro parte

dell'ultimo votante la fiducia esclude.

Ma comprando e minacciando, interminati

voti di là da altri giungami,

Sollazzi e seratissime Liete

io nel pensier mi fingo, ove per poco

il cor non si spaura. E tra il vento

odo stridir Tremonti , io quello

infinito rigore a questa voce

vo comparando: e mi sale l’incazzo,

e li mortacci sue, e la cedolare

secca, e il suon di Fini. Così tra questa

immensità s'annega il governo mio:

e il processar m'è amaro in questo mare»

.

martedì 18 gennaio 2011

A Silvio ( Liberamente tratta da A Silvia di Leopardi)

Silvio, rimembri ancora

Quel tempo della tua vita amorale,

Quando craxi splendea

Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,

E tu, lieto e danaroso, il limitare

Di legalità salivi?

Sonavan le squillo

ad Arcore e ville dintorno,

Al tuo perpetuo canto,

Allor che all'opre magnacce intento

pagavi, assai contento

Di quel vano goder che in mente avevi.

Era il pene tuo adiposo: e tu solevi

Così menarlo il giorno.



.

mercoledì 1 dicembre 2010

rsi

Amarsi a morsi
Odiarsi o darsi
Si dà l’amore al mare.
A terra rimasi,
Atterrito, a remare,
In un mare,
Se mare è,
Un mare arso e terso

mercoledì 15 settembre 2010

Nuvole

Nuove nuvole
Nutrite di vago.
È il pensar che duole.
Il sogno è un mago,
Sa cosa il cuore vuole,
Comanda i venti,
Scioglie le nuvole.
Fuggono i tormenti.
Si desta il Sole.

martedì 18 maggio 2010

progetto bozza di racconto....sono in possesso di troppe identità

Far scorrere la lama affilata sulla pelle e vedere il sangue ordinato e lento riempire la ferita mi dava un’eccitazione travolgente, irresistibile, dovetti masturbarmi spinto dall’urgenza di piacere, inondai la mia vittima,ormai quasi cadavere con tutto il mio piacere.
Dopo la feconda esplosione di piacere, il mio pensiero tornò freddo, e l’obiettivo era far sparire quell’ormai inutile cadavere. Iniziai a separare i pezzi con metodo , avendo cura di no interrompere le linee dei tagli in modo disarmonico, un giorno quel corpo doveva essere trovato e al sua arte doveva essere ricomposta a e fatta conoscere al mondo.
Da molto giovane Mentre finivo gli studi, lavoravo, nei fine settimana, in una macelleria ed imparai l’arte del macellare. Furono proprio questi fine settimana di lavoro tra bestie e sangue che mi fecero scoprire la mia natura.
La prima volta sentii un’erezione quasi istantanea nel far scorrere il coltello sul collo del capretto , vidi il sangue sgocciolare, la bestia lamentarsi ed i miei occhi ed il mio corpo si incendiarono di piacere. Pensai di essere pazzo, ma il piacere fu così travolgente che non ebbi tempo di pensare e iniziai a preparare il mio primo taglio su un essere umano, studiai un po’ di anatomia per perfezionarmi e qualche elemento di diritto penale. La nostra società ha dei canoni veramente troppo rigidi nel definire i delitti. L’omicidio è vietato, provare piacere nell’infliggere dolore e sofferenza è considerato perverso, ma in fondo bisognerebbe valutare caso per caso, non tutti gli umani sono utili alla convivenza civile, quindi perché tenere in vita essere pericolosi e magari eliminare degli assassini che hanno contribuito ad eliminarli. E’ un’ingiustizia.
Ora però dev liberarmi di questo corpo, che io ho trasformato in arte è un copro inciso con tagli armoniosi che disegnano i percorsi del sangue all’interno dell’essere umano. La mia arte svela i segreti del corpo, ma non posso rivelarla. La mia arte sposa il piacere, il dolore il macabro ed il bello assoluto, è l’unificazione degli opposti è l’essenza stessa dell’universo. Ho svelato segreti troppo profondi, trasformo vite inutili costrette a trascinarsi in arte pura. La Natura si scioglie nel mio genio e trasformo vite che rendo arte eterna attraverso la loro morte.




Ispettore 1: “Questo mese è già il quinto cadavere che troviamo così, questi corpi sono straziati, forse dopo averli uccisi l’assassino si diverte a graffiarli con il coltello. E’ un incrocio continuo di linee sembrano scarabocchi, solo che sono fatti con un coltello su un corpo. Il medico è sicuro che le incisioni siano state fatte sul corpo vivo, lo ha dedotto analizzando il flusso del sangue e le parziali coagulazioni..”
Commissario: “ bene, non ci resta che trovarlo”
Ispettore 1: “Dice poco”
Commissario: “magari lui trova noi”
Ispettore 1: “ sarebbe utile trovare un modo per attrarlo”
Commissario. “ caro ispettore…Lei è una calamita, per noi artisti…”
L’ispettore non ebbe tempo neanche di stupirsi, cadde a terra e divenne arte pura…Un ‘altra insignificante vita si univa all’eternità dell’arte.

giovedì 25 marzo 2010

analisi matematico logica pre elettorale

Se BONINO=ABORTO e POLVERINI= NO ABORTO, allora si può desumere che POLVERINI=CEI= VESCOVI

Ma se consideriamo che VESCOVI=CLERO e che una parte del CLERO è PEDOFILA, o si è macchiata di atti simili…allora VESCOVI=CLERO=%PEDOFILI

Di Conseguenza si desume che
POLVERINI=CEI=VESCOVI=CLERO=%PEDOFILI
Quindi per la proprietà transitiva POLVERINI=%PEDOFILI, ma siccome POLVERINI=PDL, si desume che PDL=%PEDOFILI


LOGICO NO?

mercoledì 17 marzo 2010

entropia emotiva

una ruvida poesia,
sanguina nostalgia.
La passione viva
brucia il sangue,
la carne consumata
divora l'anima insaguinata,
che si fa nuvola...

lunedì 22 febbraio 2010

Sentieri disperati


Posso bruciare e consumarmi
Posso bruciare e godere
Amo i sentieri intrecciati di emozioni
I grovigli di anime turbate
Amo l'alternarsi di luce ed oscurità
quest'anima mi travolgerà
Andrò ovunque andrà

venerdì 12 febbraio 2010

rincorse

Il suo sguardo come un fulmine cadde su di lui e gli incendiò l’anima. Rimase paralizzato a godersi la sensazione di calore che lo avvolgeva. La guardò sfilare veloce, le disse tantissime cose e la fece ridere di gusto, ma nessuno di questi impulsi riuscirono a partire, un male oscuro lo boicottò e lui rimase in silenzio a guardarla mentre sfilava e continuò a bruciare.
Per interi giorni pensò a come rincontrarla, a come avvicinarla a come toccarla a come invitarla a uscire, ma lei sembrava desinata ad essere un flebile ricordo, un’occasione mancata, un amore immaginato e non vissuto. Era un angelo fatto di poesia.
La sognò per innumerevoli notti, fino a quando la vita sfilò via. Impiegò migliaia di vite , a rincontrarla. Dopo mille ed infinite vite, la vide gli sguardi magicamente si incrociarono e tutte le vite si unirono in un unico grande fiume ed una forza immensa lo invase, ma questa vita, quest’ultima vita, era nato donna anche lui e quando la vide smise di chiedersi perché era nato donna omosessuale, nessuna domanda aveva più senso, nessun turbamento la vita era completa.